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LAMEZIA TERME — “La civiltà di
un popolo raccontata attraverso la
musica con i colori che solo il Mediterraneo
sa regalareâ€.
Questo e' l'obbiettivo che Terra di
Calabria si propone di raccontare
nel nuovo etnico - tour 2009. Un
gruppo che considera la musica come
una delle forme artistiche comunicative
capaci di esprimere in
maniera più diretta, senza nessuna
forma di equivoco, i messaggi e gli
insegnamenti che la storia dei nostri
popoli ci ha tramandato.
Un organico che coniuga in maniera
decisa strumenti di evidente tradizione
storica come l'organetto, la
chitarra battente, la pipita, il cupa
cupa che vanno a fondersi in affascinanti
situazioni armoniche e ritmiche
con strumenti di varia personalitÃ
e provenienza come i congas,
lo djambè, la fisarmonica.
Due meravigliose voci soliste regalano
le emozioni che solo i canti e le
danze del Mediterraneo sanno regalarci
attraverso i ritmi della piz-
Foto del gruppo “Terra di Calabriaâ€
l'organetto, il tamburello e il cupa
cupa e che vanno a fondersi con
strumenti di estrazione più moderna.
Infine le due voci soliste che si intrecciano
creando atmosfere che
solo la gente del Sud sa dare.
Perché si parla riferendosi a voi di
musiche “da tutto il Mediterraneo�
Perché ci affascina l'idea di proporre
storie, ritmi e stili musicali che apparentemente
sembrano diversi,
ma che alla fine hanno un minimo
comune denominatore: la passione
e il calore che la gente del Sud è in
grado di regalare.
In brani come Sciuri Sciuri, Cioparella,
Tamurriata nera mi sembra
che ci siano sonorità più che Mediterranee…
Ha proprio colto nel segno. Sono armonie
e suoni arabeggianti. La musica
etnica per questo è magica.
Puoi contaminarla come vuoi.
Le vostre sonorità hanno un grande
impatto anche sui giovani?
Sì. A tal proposito vorrei soffermarmi
sulla nostra grande scommessa:
avvicinare giovani e adulti, unirli
sotto una stessa identità culturale.
Per troppi anni le due generazioni
da questo punto di vista hanno parlato
e usato un linguaggio diverso.
zica, (con “Lu rusciu te lu mare†e
“Pizzicarellaâ€) e della tarantella
(con “Riturnellaâ€) oltre che delle
ballate siciliane. La proposta di brani
inediti, che caratterizzano lo
specchio dei nostri tempi, racchiudono
idealmente un concerto da
ascoltare, gustare e ballare dall'inizio
alla fine.
Abbiamo intervistato Orlando Vescio,
direttore artistico di “Terra di
Calabriaâ€, compositore, pianista e
fisarmonicista che ci ha parlato del
suo gruppo composto da: Salvatore
Saladini, voce solista; Angela Adamo,
anche lei voce solista; Vincenzo
Careri, tamburello e percussioni;
Gianfranco Gigliotti, tamburello,
organetto, chitarra battente; Maurizio
Vaccaro, basso; Walter Costantino,
batteria. Proprio nel corso del
nostro incontro sono stati evidenziati
gli appuntamenti in vista della
prossima stagione estiva.
Direttore Vescio quali sono gli appuntamenti
previsti per la stagione
estiva?
Abbiamo già iniziato la Tournè 2009
e molte sono le date già previste. Su
tutti gli appuntamenti in programma
spicca un grosso festival etnico
che si svolgerà a Lamezia Terme il
28 e 29 giugno. Terra di Calabria
avrà l'onore in quell'occasione di salire
sul palco insieme ai più grossi interpreti
della musica etnica popolare.
Un nome su tutti Eugenio Bennato.
Assistere ad un concerto dei Terra di
Calabria significa gustare una miscela
incredibile di suoni, armonie
e ritmi. Come definisce la vostra
musica?
Credo che la migliore risposta l'abbia
data un mio collega musicista:
etnico - popolare - pop. La gente comune
invece ci dice solo che la nostra
musica piace da morire! I ritmi
sono quelli della pizzica salentina,
della tarantella calabrese e della tamurriata
napoletana.
I musicisti arrivano da esperienze
musicali diverse…
Sì. In Terra di Calabria affluiscono
musicisti che provengono dal mondo
classico, blues, rock , popolare.
Per questo forse il nostro stile è così
accattivante. A noi la cosa ci diverte
molto. Sul palco siamo in sette,
con strumenti di chiara estrazione
popolare come la chitarra battente,
La nostra regione come risponde a
questo tipo di proposte?
Bene, molto bene. Ci sono delle
realtà che vogliono approfondire il
cammino della cultura popolare attraverso
la musica. Ma secondo me
dobbiamo toglierci dalla testa di poter
fare tutto da soli. C'e' scarsissima
voglia di confrontarsi e comunicare.
Vige la cultura del sospetto!
Crede che la gente veda in voi anche
un riferimento culturale?
Sì. Molte persone ci contattano per
conoscerci, per darci suggerimenti
e spunti su come poter valorizzare
l'immenso tesoro della musica popolare.
Su che basi si traccia il vostro progetto?
Vorremmo dare innanzitutto dignitÃ
e forza conoscitiva a tutto quello
che può riguardare la cultura del
popolo, quella materiale, fatta di
storie di tutti i giorni.
Quale sarà la scommessa per il futuro?
Ci stimola molto provare a trasportare
ai giorni nostri i ritmi e il dialetto
di una volta con gli aspetti sociali
del nostro tempo. La canzone “
'Ndi vidimu on line†ad esempio parla
di un ragazzo che solo dopo essere
stato ore intere a chattare, scopre
la vera magia dell'amicizia vedendo
dalla sua finestra ragazzi che
tenendosi per mano, ballano la tarantella
al suono magico dell'organetto
e del tamburello. Inoltre a breve
sarà pronta anche la nostra seconda
produzione musicale racchiusa
in un cd che tutti dovrebbero
avere nella propria auto e nelle proprie
case!
Avete un sito Internet?
Sì. L'indirizzo è: www.terradicalabria.
net.
Ci parla degli impegni in campo didattico?
Vorremmo penetrare sempre di più
nelle scuole, per sensibilizzare le
nuove generazioni e dar loro una
maggiore conoscenza di quelle che
sono le nostre radici. Quello che si fa
ancora è troppo poco perché pochi
dirigenti hanno la tendenza a investire
seriamente su questo aspetto.
Tuttavia sono fiducioso. Sono convinto
che solo elevandoci ancor di
più culturalmente possiamo ambire
ad una società più vivibile.
Rita Macrì
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di Il domani - Rita Macri'
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